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6 maggio 2007
FRANCIA : ALEA IACTA
EST…
Domenica 6 Maggio il
suffraggio universale ha deciso : il nuovo presidente della Francia per
i cinque prossimi anni è stato scelto in seguito ad una
campagna che é durata tre anni per Sarkozy e un anno e mezzo
per Madame Ségolène Royal.
Da domani il sarkosismo è una nuova idea che sarà declinata quotidianamente e che rimerà con nazismo, fascismo e nel miglior dei casi con lepenismo (dal leader dell’estrema destra francese, Le Pen). Sarkozy infatti ha ripreso durante la sua campagna idee estreme che sono pericolose in un paese che vorrebbe essere democratico. I Francesi se ne accorgeranno da domani che la loro scelta lascerà tracce indelebili per anni. Perché contrariamente al leader dell’estrema destra, per esempio, al quale il nuovo presidente della Francia ha rubato senza vergogna le idee le più demagogiche, tiene per di più un discorso spesso insensato e al limite del nazismo. Un po’ come fu l’avvento in Italia del Berlusconi, salvo che se quest’ultimo potrebbe essere assimilato ad un pupazzo di opera buffa, il Sarkozy porta con sé ed in sé idee che sfociano su una tragedia. Presidente francese pro bushiano, despota in nuce, fascista nell’anima, Sarkozy ha continuamente tradito amici e padrini nella sua più che trentennale carriera politica senza alcun stato d’animo. Del popolo francese quindi il nuovo presidente non ne avrà cura, le promesse elettorali neanche. Questa sera c’é però un altro bilancio da fare: quello della sinistra che da anni é una macchina a perdere. L’estrema sinistra che conta per almeno un sette per cento non ha nessuna ambizione di trovarsi in un governo. La sola sua ambizione di esistenza é di poter scendere in strada dove manifestare contro tutto e tutti. Per quanto riguarda il Partito comunista francese, rimasto il solo staliniano nel mondo occidentale é ridotto al due per cento e la leader Buffet non fa che sparare a vista sul Partito socialista. Ma il vero sistema di perdita é quello interno al partito socialista stesso. Infatti quando Ségolène Royal spunto’ come una rosa bianca nel paesaggio elettorale presidenziabile francese, in un primo tempo nessuno vi fece caso né coloro del suo campo né gli avversari. Ma, man mano che si producevano le sue apparizioni, lei fu guardata con un certo scetticismo, quindi un sorriso ironico che si trasformo’ quasi subito in uno sarcastico e infine il ridere (molti dimenticarono che ‘risus abondat ore stultorum’) si pietrifico’ in rictus. Nel suo proprio campo gli ‘elefanti’ si trasformarono tali Houdini clonati, in coccodrilli, poi in iene per finire infine come pelli di leoni sul suolo del salotto. Le critiche ingiustificate venivano più dal suo campo che da quell’avverso. In agguato c’era tra altri Fabius che avendo perso già all’interno del partito la corsa per l’investitura, aspettava che Ségolène Royal fosse sconfitta per rendere la propria meno amara. Certo, queste attitudini complicano la comprensione della vita politica francese che è già molto complicata. Nel campo sarkosiano la rabbia fu tale che nessun colpo fu risparmiato alla challenger di sinistra. Cosi’ Madame Royal ebbe a difendersi nei due campi. Inutile dire quale fu il più duro. Nulla le è stato risparmiato nella sua campagna. In fine anche il leader del centro, Bayrou, che come tutti i ‘centristi’ pendono a destra non è riuscito a darle i suoi voti chiaramente. Probabilmente tra un mese le chiarificazioni saranno fatte quando i Francesi si recheranno alle urne per le legislative. Stasera la Francia dovrebbe coprirsi il capo con un velo nero : quello di lutto. Oscar
Carchidi
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